LA CHIESA DI S. BENEDETTO

LA CHIESA DI S. BENEDETTO
Loc. Piazzano, via del Sangro.

 

San BenedettoLa prima cappella

La costruzione della chiesa è il coronamento di un desiderio durato 33 anni, iniziato il 17 gennaio 1939, quando il signor Vito Battilani, nella sua abitazione di Piazzano, al numero 3892, formò una commissione per la costruzione di una cappella rurale, aprendo un libretto di risparmio n. 00139 presso l’ufficio postale di Piazzano. La vera ideatrice era sua moglie Giuseppina Pedroni, che alla morte del piccolo Antonio, loro unico figlioletto di 10 anni, avvenuta nel 1931, desiderava costruire una chiesa in onore di S. Antonio.

I primi tentativi furono fatti tra 1940 e il 1942, con la richiesta all’Ente Tratturi per costruirla sul tratturo Centurelle-Montesecco, ma la costruzione non andò in porto. Nel 1954, su invito della Battilani, fu provvisoriamente allestita dal parroco don Giorgio

San Benedetto

Falzoni, una cappella dedicata al Sacro Cuore, in un locale messo a disposizione dalla famiglia Piermattei, dietro l’ufficio postale.

Don Luciano Cicchitti, nel 1960, ad un anno dalla sua nomina a parroco, costruito l’asilo di Piazzano, spostò la cappella nell’atrio interno, collocandovi una statua della Madonna di Lourdes e sistemandovi esternamente una campana.

 

San BenedettoLa prima pietra e l’inaugurazione

La nascita della zona industriale, agli inizi degli anni settanta, la necessità di affiancarvi un centro di servizi sociali, tra cui una chiesa, portarono sabato 25 novembre 1972, primi vespri della solennità di Cristo Re, alla posa della prima pietra della chiesa da dedicarsi a S. Benedetto, il santo “Ora et Labora”, esempio da additare alla nuova realtà lavorativa del Sangro. La pietra, benedetta dall’Arcivescovo di Chieti e Amministratore di Vasto Mons. Vincenzo Fagiolo, si trova perpendicolarmente alla croce della cupola. Presenti al rito Mons. Benedetto Falcucci di Atessa, già primo vescovo di Pescara, e il ministro della Sanità Remo Gaspari. La chiesa e il centro sociale, fortemente voluti dal parroco don Luciano Cicchitti, erano finanziati dalla Cassa per il Mezzogiorno e affidati al Consorzio di Bonifica del Sangro e dell’Aventino di Lanciano. Progettisti, l’ingegnere Florindo Carabba e il geometra Sebastiano Catania. La chiesa è stata inaugurata il 28 dicembre 1975 dallo stesso mons. Vincenzo Fagiolo, con la prima Comunione di 28 bambini e la benedizione di due campane, fuse dalla ditta Marinelli di Agnone, dedicate a S. Benedetto, la prima, e a S. Vincenzo, la seconda; la terza è quella precedentemente sistemata presso l’asilo.

La ristrutturazione e la dedicazione

La chiesa è stata completamente ristrutturata nel 1998, su progetto del parroco Claudio Pellegrini, e dedicata il 28 dicembre dello stesso anno, da mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto. L’interno, a croce latina, con pareti e cupola poligonali, è decorato con tinte calde e avvolgenti a “nuvolato”, con pitture monocromatiche eseguite dalla pittrice locale Eleonora Maiolo, raffiguranti, nell’abside, i quattro evangelisti, e sulle par

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eti laterali, scene della Via Lucis. Illuminano la chiesa numerosi appliques in ferro battuto ed il grande lampadario centrale. L’altare, l’ambone, le via crucis e il candelabro pasquale sono opere in pietra dello scultore locale Nicola Farina. Sull’altare, la

statua in resina di Cristo che ascende al cielo, con scena dipinta, affiancata da sei vetrate raffiguranti, partendo da sinistra, S. Elena regina, S. Antonio di Padova, S. Benedetto da Norcia, S. Camillo De Lellis, S. Gabriele dell’Addolorata e S. Rocco. Tutte le vetrate sono della ditta Camper di Atri. Bellissima la nicchia del tabernacolo, con la scena della Trasfigurazione. Uscendo, sui muri sporgenti della crociera, altre due vetrate, raffiguranti S. Giuseppe lavoratore, a destra, e l’enciclica Populorum Progressio, a sinistra. All’ingresso le statue in resina di S. Benedetto (1976), la Madre del Redentore (1988), S. Martino (1995) e

S. Pio (2001). Sulla contro facciata, la vetrata, internamente illuminata, del Crocifisso (1977), in precedenza sull’altare. In sacrestia, la statua del S. Cuore (1955), della primitiva cappella, e quella della Madonna di Lourdes (1961) un tempo nell’asilo.

Al termine di una sofferta vicenda e trattativa, essendo rimasta la chiesa e la casa canonica in proprietà del Consorzio di Bonifica, il 13 aprile 2007 sono state riscattate dal Consorzio stesso, ancora proprietario del restante Centro sociale, riducendo la somma a soli 80,000,00 euro, pagati dall’Arcidiocesi di Chieti – Vasto con il fondo 8×1000. Oggi sono proprietà della Parrocchia di S. Vincenzo, di cui è la chiesa è coadiutoria.

Il mosaico della facciata

San Benedetto

Coronamento esterno della costruzione, insieme al campanile alto 27 metri, è il grande mosaico della facciata, composto dalla ditta Camper di Atri nel 1979.
Rappresenta S. Benedetto, Patrono d’Europa, raffigurata sullo sfondo, e il suo messaggio “Ora et Labora”. A destra di chi guarda, il tema della Preghiera (Ora), con il monaco in preghiera e le abbazie di Subiaco e Montecassino; a sinistra quello del Lavoro (Labora), con un lavoratore metalmeccanico accanto alle aziende della zona industriale offerenti l’opera; ai lati del Santo, che benedice e mostra la Regola, i suoi primi discepoli S. Mauro, con la pala da lavoro, e S. Placido.

Essendo stata preparata durante la fase terminale della malattia di Don Luciano e sistemato pochi giorni prima della sua morte, avvenuta il 25 agosto del 1979, il personaggio di S. Mauro porta le sembianze del suo volto. Nella chiesa si svolsero i suoi funerali.

 

San BenedettoLa piazza
San Benedetto

A destra della piazza si può ammirare il monumento alla Madonna dei Miracoli, eretto a ricordo della visita che la statua del santuario di Casalbordino fece alla parrocchia nel 1998, A sinistra, nel parco, il monumento a don Luciano Cicchiti, promotore della chiesa, realizzato nel 1980, anno successivo la sua prematura morte.

 Le feste

La comunità locale festeggia S. Benedetto, la seconda domenica di luglio, e S. Martino vescovo, la seconda di novembre. Molto sentite le ricorrenze della morte di S. Benedetto, il 21 marzo, e della Madonna di Lourdes, l’11 febbraio
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